Basilica Santa Maria Assunta

Basilica Santa Maria Assunta
Indirizzo: Piazza del Duomo n. 1Orario: Lun - Dom: 07 - 13 / 15 - 19

Nella città di Nepi è presente una fiorente comunità cristiana già dal V secolo e può vantare la propria sede episcopale dal 465 d.C. quindi anche la propria cattedrale.

L'attuale cattedrale è stata eretta su una precedente struttura romanica. Cosa questa che è documentata da alcuni reperti ancora oggi visibili all'interno della cattedrale.

Le decorazioni marmoree e alcune parti della facciata sono riferibili all’epoca medievale. Tra i quali, il più importante, è un’iscrizione dedicata ad un vescovo, murata nel portico del duomo. La tipologia dei caratteri e la struttura del testo iscritto hanno consentito agli studiosi di collocare l’epigrafe nel IX secolo.

Nel 1798 il duomo romanico viene distrutto dai francesi insieme alla sede episcopale situata a Nepi. L’unica parte della basilica che è rimasta simile, se non uguale alla struttura della chiesa romanica, è il portico.

La struttura interna si sviluppa in cinque navate a volta, con sei arcate a tutto sesto. Al termine delle arcate c’è un presbiterio. Sopra questo c’è un affresco, con alcuni elementi architettonici posizionati in modo da dare l’impressione della profondità di una cupola.

Al centro dell’abside si può notare il Trittico del S.S. Salvatore, quadro a olio su tela di autore ignoto, da alcuni attribuito all’artista Giulio Romano allievo di Raffaello ed importante pittore ed architetto rinascimentale e manierista.

L’altare maggiore è realizzato in marmo di Carrara, formato dal sarcofago con l’effige di San Romano ed è attribuito ad Ercole Ferrata.

La cripta merita particolare attenzione: posta sotto al presbiterio, è stata costruita nell’XI. È sorretta da 24 colonne di spoglio e paraste aggettanti lungo le pareti. Variegatissima la tipologia di capitelli, vero e proprio compendio del bestiario e del simbolismo tipico dell'arte medioevale.

Importante è anche il Campanile realizzato nella sua forma attuale nel 1511 da Jacopo Ungarico da Caravaggio, dopo che la precedente torre campanaria in stile romanico-laziale era stata in parte abbattuta. La torre a tre ordini sovrapposti, consta di un basamento cieco e di due sovrastanti, caratterizzati da ampi archi a tutto sesto, affiancati da nicchie e specchiature. Un tempo una copertura a cuspide completava la struttura. Un fulmine la colpì abbattendola agli inizi del XIX secolo. Al suo posto venne realizzato un semplice tetto a quattro spioventi.